Georg Baselitz. Gli Eroi

  4 marzo - 18 giugno 2017

 

a cura di Max Hollein con Daniela Lancioni


Il rossoverde, 1965, Collezione privata © Georg Baselitz 2017
(particolare)


 

La Mostra

   
 

Il progetto è una co-produzione Azienda Speciale Palaexpo con Städel Museum di Francoforte, Moderna Museet di Stoccolma e Guggenheim Museum di Bilbao.

 

La mostra approfondisce per la prima volta una determinata fase dell’attività di Georg Baselitz, artista europeo tra i più celebri della contemporaneità.

 

Nato in Sassonia nel 1938 e formatosi nella ex Repubblica Democratica Tedesca, Baselitz si trasferì nella ex Repubblica Federale Tedesca nel 1958, dove tra il 1965 e il 1966, ventenne, realizzò i dipinti conosciuti con il titolo di Eroi, dei quali la mostra raccoglie la quasi totalità.

 

Sono combattenti, partigiani, vittime della guerra, nei quali la figura dell’eroe, in un’accezione esclusivamente maschile, perde l’immagine positiva - legata alla retorica bellica o alla propaganda postbellica o all’individualismo della cultura germanica -  per mostrare fragilità, precarietà, contraddittorietà, persino fallimento. Colossi in uniformi lacere, si stagliano, frontali, su uno sfondo di macerie, feriti e vulnerabili. Il loro aspetto è marziale, ma emanano una delicatezza sorprendente.

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Alla metà degli anni Sessanta, ignorando le coeve espressioni d’avanguardia che mettevano al bando la pittura, con i suoi dipinti Baselitz ha indagato il tema della dissoluzione dell’ordine che nel passato si era pensato governasse sia la sfera ideologica e politica, sia quella estetica.

 

“Sono stato messo al mondo in un ordine distrutto”, ha dichiarato Baselitz in una intervista del 1995, “in un popolo distrutto, in una società distrutta. E non volevo introdurre un nuovo ordine. Avevo visto fin troppi cosiddetti ordini”.

 

Con i suoi Eroi, ciclo seminale e fortemente criticato al suo primo apparire, l’artista ha svelato la natura ambigua del presente, dando forma e immagine a un sentire tragico, capace di scardinare i miti del passato, ma anche di compromettere l’ottimismo del miracolo economico postbellico.

 

“Negli Eroi”, scrive Max Hollein nel catalogo della mostra, “risiedono il simbolo dell’adolescenza e le tematiche del dolore, della consapevolezza della propria colpa, della ribellione e della speranza in un mondo concepito come estraneo, sbagliato o mutilato”.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo in lingua italiana edito dalla casa editrice Hirmer Verlag di Monaco e sarà disponibile anche nella versione in lingua inglese e in lingua tedesca. Il volume è curato da Max Hollein e da Eva Mongi-Vollmer, con testi dei curatori e di Richard Shiff, Uwe Fleckner, Alexander Kluge. 

 

 

      
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