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Le orchestre della trasformazione

 
nuovi immaginari artistici per l'agenda 2030
  
 

COOKING SECTIONS | JASMEEN PATHEJA | MARINELLA SENATORE +

JOHANNE AFFRICOT
 

a cura di
Sara Alberani, Valerio Del Baglivo (Locales),
Matteo Lucchetti, Judith Wielander (
Visible project)
 
 
project manager
Francesca Abbado
 
 

  
  
 

Le orchestre della trasformazione è un progetto che unisce l’immaginazione artistica contemporanea a nuove strategie di azione per il raggiungimento degli obiettivi SDG dell’Agenda 2030 sul medio termine. Il tema della violenza di genere, l’azione per la crisi climatica e la vita sottomarina, ed il superamento delle disuguaglianze sociali sono al centro di questa edizione per la città di Roma.

 

Iniziato in occasione del lancio della Carta di Roma, e commissionato dall’Azienda Speciale Palaexpo, il progetto Le orchestre della trasformazione invita tre artiste/i internazionali Cooking Sections, Jasmeen Patheja e Marinella Senatore + Johanne Affricot a ripensare le modalità artistiche di intervento nella sfera pubblica per implementare percorsi di cambiamento e promuovere immaginari alternativi. Anche a fronte dell’attuale situazione pandemica, il team de Le Orchestre, in dialogo con le  artiste/i, ha sviluppato un diverso metodo di presentazione artistica multiforme, che prevede la costituzione di collaborazioni con attori locali e internazionali, lo sviluppo di campagne social e di palinsesti di podcast dal forte impatto mediatico e rivolte ad un pubblico più ampio.

 

A partire da ricerche e progetti in corso, ogni artista ha scelto di lavorare su un diverso SDG, per implementare nuove forme di sensibilizzazione e generare nuovi percorsi di apprendimento su tematiche urgenti. L’artista indiana Jasmeen Patheja (SDG 5: Uguaglianza di genere) in collaborazione con associazioni femministe e LGTBQI+, sviluppa una campagna di podcast per riflettere sul tema della violenza di genere. Il duo inglese Cooking Sections (SDG 2: Realizzare la sicurezza alimentare e una migliore nutrizione; SDG 13: Agire per il clima; SDG 14: La vita sott’acqua) conduce una campagna per i social media per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto negativo dell’allevamento del salmone sull’ecosistema marittimo globale. Infine l’artista Marinella Senatore (SDG 10: Ridurre le disuguaglianze) in collaborazione con la curatrice culturale Italiana-Haitiana-Ghanese Johanne Affricot, interviene nello spazio pubblico con un anti-monumento mobile dedicato alla contemporaneità mobile, fluida, intersezionale che si staglia in opposizione alle architetture di potere della storia italiana a Roma.
 
 
 
  

 i profili degli artisti: Jasmeen Patheja, Cooking Sections, Marinella Senatore + Johanne Affricot

 

Ritratto: Jasmeen Patheja (2016)
Photo credit: Arvind Rajan

 
Jasmeen Patheja
è un’artista e attivista per i diritti umani che vive e lavora a Bangalore. La sua pratica artistica si concentra sullo sviluppo di azioni socialmente impegnate, per portare all’attenzione pubblica temi legati alla violenza di genere. Patheja è la fondatrice e facilitatrice del progetto Blank Noise, una comunità in crescita di Action Sheroes, Heroes, Theyroes: cittadini e persone, impegnati nel porre fine alla violenza sessuale e di genere. Patheja ha iniziato il progetto Blank Noise nel 2003, in risposta al silenzio mediatico e sociale sulle molestie di strada e le aggressioni verbali di genere. In 17 anni ha progettato una vasta gamma di interventi pubblici, utilizzando diverse forme di media per sensibilizzare la coscienza pubblica e costruire forme di responsabilità civile sul problema. Il progetto attraverso percorsi di ascolto di testimonianze di violenza sessuale fornisce persino consulenza legale nel caso in cui le donne desiderino un risarcimento per le molestie sessuali ricevute. Ed infine lavora a livello politico con le associazioni delle vittime per formulare leggi più severe contro le molestie di genere.

 

Jasmeen Patheja, I Never Asked for It, Blank Noise, dal 2003. Photo credit: Jasmeen Pathejaa
 
Nel 2019, Patheja ha ricevuto il prestigioso Visible Award per la pratiche artistiche impegnate socialmente. Recentemente ha ricevuto la Jane Lombard Fellowship dal Vera List Center For Art and Politics della New School, New York. Nel 2015 ha ricevuto l'International Award For Public Art, nell'ambito del progetto Talk To Me (Blank Noise). Ed infine è stata beneficiaria di Awesome Without Borders, dalla Harnisch Foundation. Nel 2019 la BBC l'ha inserita tra i 12 artisti che stanno cambiando il mondo. Patheja è un oratore TED e TED e Ashoka Fellow. Il suo studio ha ricevuto numerose menzioni dai media tra cui The Atlantic, New York Times, The Guardian. Attualmente è artista residente presso lo Srishti Institute of Art Design and Technology.
 


 


Ritratto: Coocking Sections
Photo credit: Lourdes Cabrera

 
Cooking Sections
(Daniel Fernández Pascual & Alon Schwabe) è un duo artistico che vive e lavora a Londra. Nasce per esplorare i sistemi che organizzano le nostre società contemporanee attraverso il cibo. Utilizzando installazioni, performance, mapping e video, la loro pratica di ricerca esplora i confini tra arti visive, architettura, ecologia e geopolitica. Dal 2015, lavorano al progetto site-specific CLIMAVORE, che esplora come si sta modificando il sistema alimentare, a causa dei cambiamenti climatici. Nel 2016 hanno aperto THE EMPIRE REMAINS SHOP, una piattaforma per innescare una serie di dibattiti critici sulle implicazioni del passato coloniale. Il loro primo libro sul progetto è stato pubblicato da Columbia Books on Architecture and the City.

Cooking Sections ha fatto parte della mostra al Padiglione degli Stati Uniti, Biennale di Architettura di Venezia 2014. Il loro lavoro è stato anche esposto alla Triennale di arte pubblica di Los Angeles 2019; Triennale di architettura di Sharjah e 13a Biennale di Sharjah; Manifesta12, Palermo; Lafayette Anticipations, Parigi; Arthur Ross Architecture Gallery, Columbia University di New York; Serpentine Galleries, Londra; Atlas Arts, Skye; Neue Nationalgalerie, Berlino; Storefront for Art & Architecture, New York; Collezione Peggy Guggenheim; HKW Berlin; Akademie der Künste, Berlino; Triennale di Architettura di Oslo 2016; Brussels ParckDesign; gli artisti sono stati in residenza presso l'Headlands Center for the Arts, California; e The Politics of Food presso Delfina Foundation, Londra.

 

Cooking Sections, Climavore: On Tidal Zones, dal 2005, Isola di Skye - Scozia. Photo Credit: Colin Hattersely
 

Le prossime mostre personali si terranno alla Tate Britain, SALT Istanbul e Bonniers Konsthall Stoccolma, oltre a una nuova commissione per la Triennale di New Orleans P.5. Conducono un corso di studio presso il Royal College of Art, Londra, e sono professori ospiti presso l'Accademia di Belle Arti, Monaco.

Nel 2019 hanno ricevuto il Future Generation Special Art Prize e sono stati finalisti per il Visible Award per le pratiche socialmente impegnate. Daniel Fernández Pascual ha ricevuto l’Harvard GSD Wheelwright Prize 2020 per il progetto di ricerca Being Shellfish.
 


  

Marinella Senatore - 2018, The School of Narrative Dance - We the Kids. Prodotto dal Peggy Guggenheim Venice. Piazza San Marco, Venice. Courtesy Peggy Guggenheim Collection, OVS, L’artista.
 

Marinella Senatore (Cava de’ Tirreni, Salerno, 1977) vive e lavora a Roma e Parigi. Studia presso il Conservatorio di Avellino (1997), la Scuola di Belle Arti di Napoli (1998) e il Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma (2001). Attualmente sta completando il suo dottorato presso l'Università di Castilla La-Mancha in Spagna (UCLM), dove è stata anche docente per sette anni. Nel 2013 fonda la School of Narrative Dance, una scuola multidisciplinare, nomade e gratuita, facendo diverse tappe in tutto il mondo. È stata selezionata per partecipare a diverse importanti mostre collettive tra le quali: Manifesta 12, Palermo, 2018; Quadriennale, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 2016; 13° Biennale di Lione, a cura di Ralph Rugoff, la 5° Biennale di Arte Contemporanea di Salonicco, a cura di Katerina Gregos, 2015; la Biennale di Arte Contemporanea di Liverpool e XII Bienal de Cuenca, 2014; la 7ª Biennale Internazionale di Arte Contemporanea di Göteborg; la 6ª Biennale dell’immagine in movimento a Malines, 2013; la 11a Biennale dell’Avana nel 2012; e la 54° Biennale di Venezia, a cura di Bice Cugier, nel 2011. A Senatore sono state inoltre dedicate mostre personali in istituzioni museali, dal Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, 2013 fino al Queens Museum di New York nel 2017. Senatore ha ricevuto numerosi premi e successi recenti includono: The Evelyn Award dal York Museum di York, nel Regno Unito, e l’International Art Grant dalla The Foundation of Arts and Music di Dresda, in Germania, entrambi nel 2017, e la quarta edizione dell’Italian Council (2018).

 

Marinella Senatore, “Protest Forms: Memory and Celebration”, performance partecipativa, 2016, all’interno della mostra “De Rerum Rurale”, 16a Quadriennale d'arte - Palazzo delle Esposizioni, Roma. Photo Credit: Okno studio. Courtesy dell’artista
 

Attraverso la sua pratica artistica partecipativa, Marinella Senatore mette in discussione la bio-politica di diverse comunità, aggirando i ruoli tradizionalmente separati di artista e pubblico per creare un nuovo movimento artistico, emozionante e contagioso. Rafforzando le risorse collettive degli individui coinvolti nei suoi progetti, Senatore costruisce esperienze basate su un modello didattico non convenzionale di apprendimento e partecipazione, offrendo una piattaforma per la collaborazione e incontri sociali. Il suo approccio mira a contribuire eticamente a una comprensione più democratica e collettiva della creatività. Senatore utilizza più discipline, tra cui performance, installazione, film, fotografia, disegno e collage.
 


  


Ritratto: Johanne Affricot
Photo credit: © Marco Brunelli

 
Johanne Affricot
è una culture curator Italiana-Haitiana-Ghanese, nata e cresciuta a Roma. Laureata in Cooperazione e Sviluppo Internazionale è fondatrice e direttrice artistica di GRIOTmag e GRIOT space, piattaforma media, collettivo artistico-culturale internazionale e spazio nomadico che promuove la sperimentazione, l’esplorazione e la discussione  attraverso le arti e la cultura, con un focus sull’Africa e la sua diaspora, e su altre identità, culture e contaminazioni.

 

Nel 2015 ha curato per l’American Academy il panel “Afroitalians in the Arts Today”, all’interno della mostra “Nero su Bianco”. È autrice e regista delle serie documentario “The Expats, The Untold Stories of Black Italians Abroad” (2016-2017) e “Motherland” (2017 - presente). Sua la direzione artistica di “Mirrors”, performance internazionale di danza contemporanea e videoarte realizzata per il programma “Italia, Culture, Africa” del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maxxi, Roma, 2018; Teatro Giuseppe Verdi, Addis Abeba; UJ Arts Centre Theatre,  Johannesburg; Teatro Nazionale Daniel Sorano, Dakar, 2019) e la curatela di “(Memorie) In Ascolto”, per il festival FuturaMemoria/Contemporaneamente Roma (2019). Nel 2020 ha curato per Der Greif la mostra “Guest Room: Johanne Affricot” e nel 2021 è scelta dal Ministero Degli Affari Esteri tra le dieci donne per promuovere la lingua, la cultura e la creatività italiana nel mondo, nella serie video “Ritratti di Donne” all’interno del portale “Italiana”.
 


 

 
LE ORCHESTRE DELLA TRASFORMAZIONE
è un progetto di

Locales e Visible (Cittadellarte-Fondazione Pistoletto / Fondazione Zegna)
 

 

LOCALES è una piattaforma curatoriale fondata a Roma da Sara Alberani e Valerio Del Baglivo per riflettere sul ruolo dell’arte nella ridefinizione dello spazio pubblico nel post-lockdown. Attraverso una serie di programmi site-specific e situati che prevedono commissioni di nuovi lavori artistici, esplorazioni nello spazio pubblico, momenti di apprendimento e performance, LOCALES affronta la complessità delle urgenze contemporanee a partire dalla storia politica e sociale di luoghi simbolici della città e delle comunità che li abitano.

 

LOCALES traccia nella città di Roma una geografia di luoghi, istituzioni, realtà culturali insieme alle quali collabora e rende possibili i propri programmi:

Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, Ambasciata di Spagna in Italia, Biblioteca Casanatense, British School at Rome, Circolo Scandinavo, IILA -Istituto Italo Latino Americano, Museo delle Civiltà, Museo Nazionale Romano, NABA –Nuova Accademia di Belle Arti, Real Academia de España en Roma, RomaEuropa Festival, Università di Roma Tre –Dipartimento di Architettura.
 
 

 
Visible
(Cittadellarte–Fondazione Pistoletto / Fondazione Zegna) è un progetto multiforme che dal 2010 ricerca, supporta e produce pratiche artistiche contemporanee impegnate sui temi più urgenti della società, curato da Judith Wielander e Matteo Lucchetti. Dal 2011 al 2019 Visible ha organizzato il Visible Award, il primo premio in Europa per arte socialmente impegnata, connettendo oltre 200 progetti da tutto il mondo, collaborando con più di 150 curatori, e inventando il formato del Parlamento Temporaneo. Un evento inclusivo di partecipazione democratica al processo decisionale di assegnazione del premio che ha coinvolto istituzioni prestigiose come Tate Modern, Serpentine Galleries, Van Abbemuseum, e il Queens Museum di New York, oltre a reali parlamenti come l’Hotel de Ville di Parigi e il City Council di Liverpool.

Dal 2021 Visible lancia un nuovo programma di fellowship in collaborazione con molteplici soggetti pubblici e privati, dedicato a progetti socialmente impegnati in corso, e basato sui contesti e i bisogni di questi, per offrire supporto agli artisti che dedicano il loro lavoro artistico a sperimentare idee ed azioni che hanno un impatto sulla società.

Visible ha inoltre prodotto mostre, performance, conferenze, screening program e corsi di studio in collaborazione con le seguenti istituzioni: Creative Time, New York; La Biennale di Venezia; The High Line, New York; Kunsthaus Graz; Kadist Art Foundation, San Francisco; Center for Historical Reenactments, Johannesburg; Statens Konstråd/Public Art Agency, Stoccolma; Curatorlab presso Konstfack University, Stoccolma.