SPEZIE E SALUTE DI ANTONELLA CANINI

12 aprile 2019

Comprendere il ruolo della dieta nei confronti di molte malattie croniche è una vera sfida poiché una dieta standard è in grado di fornire più di 25.000 composti bioattivi molti dei quali possono modificare una moltitudine di processi biochimici legati a tali patologie. Fra i cibi a maggiore contenuto di tali principi figurano le spezie. L’aumentato interesse per le spezie e per le specie aromatiche nell’ambito della ricerca scientifica è soprattutto dovuto al contenuto molto elevato di proprietà antiossidanti e antimicrobiche riconducibili alla presenza di vitamine, flavonoidi, terpeni, carotenoidi, fitoestrogeni e minerali. Diverse spezie sono attualmente utilizzate nel trattamento naturale di molte malattie.

Una delle proprietà attribuite alle spezie è la loro capacità di favorire la digestione dei cibi, agendo sulla secrezione salivare e gastrica. Lo zenzero, il coriandolo, il cumino, la curcuma, il pepe stimolano l’attività della lipasi pancreatica e dell’amilasi, incrementano il volume della bile e la secrezione di acidi biliari favorendo la digestione dei carboidrati e dei grassi assunti con la dieta; zenzero e pepe esaltano l’attività della tripsina pancreatica favorendo la digestione delle proteine. Proprietà antimicrobiche sono state dimostrate in aglio, cipolla, zenzero, cannella, curcuma, pepe e senape; chiodi di garofano, cannella, origano, pepe nero, curcuma, zenzero contengono fitocostituenti con forte potenziale antiossidativo offrendo, spesso, un’efficace protezione contro i tumori. Alcune spezie sono state esaustivamente studiate per la loro attività biologica nei confronti di patologie croniche come il diabete, l’ipercolesterolemia e le infezioni batteriche.

Antonella Canini è professore ordinario di Botanica presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Ha ottenuto il diploma di dottorato di ricerca in Biologia cellulare e molecolare e la specializzazione in applicazioni biotecnologiche acquisendo cognizioni di tipo sperimentale e teoriche nell’ambito della biologia vegetale. Direttore dell’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata dove ha attivato linee di ricerca volte alla conservazione del germoplasma, al recupero di biodiversità utilizzando sistemi di colture in vitro e a processi di decontaminazione ambientale. Direttore del Centro Ricerche Miele.

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via Milano 15/17

DATE:
12 aprile 2019, 18:00