JIM DINE

11 febbraio > 26 luglio 2020

La mostra è prorogata fino al 26 luglio 2020
 
a cura di Daniela Lancioni

 

Mostra promossa da
Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale
Azienda Speciale Palaexpo
 

Immagine: 
Four Rooms, 1962
© Adam Reich, courtesy the artist and Richard Gray Gallery, Chicago/New York


Il Palazzo delle Esposizioni presenta uno dei maggiori protagonisti dell’arte americana, il cui lavoro, radicale e innovativo, ha avuto un grande impatto sulla cultura visiva contemporanea, in particolare su quella italiana degli anni Sessanta.
Nell'ampia mostra antologica dedicata a Jim Dine (Cincinnati, USA, 1935), realizzata in stretta collaborazione con l’artista e curata da Daniela Lancioni, sono esposte oltre 60 opere, datate dal 1959 al 2016, provenienti da collezioni pubbliche e private, europee e americane. 

Un esaustivo apparato iconografico restituisce la memoria visiva dei celebri happening, raccontati in mostra dalla voce dello stesso Jim Dine, e una selezione di video interviste, permette di familiarizzare con la figura dell'artista.
 

Jim Dine
 

sala 1
 

sala2
 


sala 3
 
sala 4
 
sala 5
 

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sala 7
 
sala 8
 

Nonostante la sua popolarità, Jim Dine rimane un artista difficilmente catalogabile in virtù soprattutto della sua volontà d’indipendenza e del suo rifiuto a identificarsi nelle categorie della critica, della storia dell’arte e del mercato. Sono esemplari l’autonomia e la libertà con le quali da sempre si rapporta al panorama dei valori accertati. Lo dimostrano le sue vicende biografiche e i suoi lavori tenacemente aderenti alle esperienze vissute, "ineducati" e "inquietanti", come talvolta sono stati definiti.

 
Un nucleo importante della mostra è costituito dalle opere che Jim Dine ha donato nel 2017 al Musée national d’art moderne – Centre George Pompidou di Parigi e che l’istituzione francese ha reso generosamente disponibili per quest’occasione.

Cospicui sono i prestiti delle opere storiche provenienti da collezioni europee, private e pubbliche, tra queste ultime il Museo di Ca’ Pesaro Venezia e il MART, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (entrambi questi musei prestano opere della collezione Sonnabend), il Louisiana Museum of Modern Art a Humlebaek in Danimarca, il Kunstmuseum Liechtenstein a Vaduz.

Una selezione di opere viene dagli Stati Uniti, tra cui i due celebri dipinti degli anni Sessanta A Black Shovel. Number 2 (1962) e Long Island Landscape (1963), appartenenti alle collezioni del Whitney Museum di New York. Dalle collezioni americane arrivano anche Shoe del 1961 e The Studio (Landscape Painting) del 1963, presentati entrambi dall’artista alla Biennale di Venezia del 1964.
 


 

Visite guidate alla mostra 

Il Palazzo delle Esposizioni offre delle visite guidate tenute dalle curatrici per una persona (che può partecipare con un accompagnatore) nel rispetto delle leggi sul distanziamento sociale. Le visite così concepite si terranno a partire da martedì 4 giugno, ogni martedì (alle 10,30 e alle 11,30) e ogni giovedì (alle 18,00 e alle 19.00), ciascuna visita durerà un’ora. Per accedere a questa iniziativa, dopo aver prenotato il turno di ingresso alla mostra online, sarà necessario inviare la propria prenotazione a info.pde@palaexpo.it tra le ore 17.00 e le ore 18.00 del giorno precedente alla visita e attendere conferma (le richieste pervenute fuori da questo orario non potranno essere prese in considerazione).


 


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