mostra

   
 

a cura di  Giannino Stoppani Cooperativa Culturale
10 novembre 2010- 27 febbraio 2011

Info
Forum,  via Milano 13
orario: martedì- venerdì e domenica  dalle 15 alle 20; sabato dalle 10 alle 15 e dalle 18.30 alle 22.30
Ingresso libero

Lo Scaffale d'arte del Palazzo delle Esposizioni rende omaggio a Gianni Rodari, una delle figure più importanti della letteratura per l'infanzia del Novecento a 40 anni dal Premio Internazionale Andersen, noto anche come il "Piccolo Premio Nobel" della narrativa per l'infanzia, assegnatogli a Copenhagen nel 1970.

Nella mostra La grammatica delle figure un chiaro riferimento va a uno dei saggi più importanti dello scrittore La grammatica della fantasia e i testi delle sue storie prendono colore e assumono nuove forme attraverso il segno di 43 illustratori italiani e stranieri. 33 tra le 55 opere esposte sono state selezionate nel concorso internazionale indetto dalla Children Bookfair di Bologna, che ha visto partecipare professionisti, giovani studenti e matite note dell'editoria internazionale. Una sorta di summa degli eredi dell'incredibile incontro tra Bruno Munari e Gianni Rodari, che portò nella letteratura per l'infanzia i frutti di una importantissima ricerca di avanguardia dove il "gioco come simbolo del mondo" dello scrittore dialogava con il design, con la grafica e con il nitore razionalista di Munari. Le illustrazioni vivono in mostra accanto al lavoro di 10 illustratori scelti tra coloro che hanno già pubblicato albi illustrati sulle storie di Gianni Rodari.
Una mostra che espone 55 tavole dai linguaggi, materiali e stili diversi per un nuovo viaggio tra i libri, le idee, i personaggi dei suoi racconti.
Una mostra per incontrare un altro Rodari, un Rodari che esiste davvero però più nascosto e meno noto. E così, ora, l'Alice cascherina della Castagnoli guarda alla pittura e ai fumetti delle nuove avanguardie, i pesci della filastrocca Domande di Silvia Bolognesi acquistano una calligrafica scenografia giapponista. L'omino della pioggia di María Paula Dufour nasce da un elegante sovrapporsi di piani e di linee fatti di stoffe e materiali di scarto, mentre La donnina che contava gli starnuti della giovanissima Mariana Rio supera la semplice e unica illustrazione per divenire un vero e proprio taccuino su cui annotare gli starnuti degli abitanti di Gavirate. E ancora in mostra Tonino l'invisibile di Alessandro Sanna, Un et sept di Beatrice Alemagna, Scoop!, Parigi, Rue du monde di Pef e L'uomo che comprò la città di Stoccolma di Javier Zabala.
In ognuna di queste tavole si palesa la dichiarata vocazione che porta l'illustratore a essere interprete, creare una sua ermeneutica che spesso, pur rispettosa dei testi, non rinuncia alla propria autonomia e apre lo sguardo e l'immaginazione di chi osserva.
La mostra, che ha visto la sua prima uscita nazionale a Bologna, è curata da Giannino Stoppani Cooperativa Culturale, promossa da Palazzo delle Esposizioni, Bologna Children's Book Fair e Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna, in collaborazione con El, Einaudi Ragazzi, Emme Edizioni.

 

 

     
 
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