Russia on the road (1920-1990)

  16 ottobre > 15 dicembre 2015

 

Immagine: Georgy G. Nissky, In viaggio, 1958 - 1964. Istituto di Arte Realista Russa


 

Mostra

   
 

Ideata da Alexey Ananiev
Curata da Nadezhda Stepanova e Matteo Lafranconi

Organizzata dall'Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con l'Istituto dell'Arte Realista Russa di Mosca, la mostra Russia on the road (1920-1990) presenta circa sessanta dipinti provenienti oltre che dalle collezioni dell'Istituto anche dai principali musei del paese, come la Galleria Tret’jakov o il Museo di Stato russo. La rassegna prende in esame quasi un secolo di storia dell'arte russa, in gran parte coincidente con l'esperienza sovietica: un'epoca in cui si tentò di trasformare le utopie in realtà e la realtà in mito. Attraverso un approccio tematico, la mostra racconta l'improvviso protagonismo nello spazio vitale del popolo russo dei nuovi mezzi di trasporto. Simbolo del progresso e di un inedito dominio dell'uomo sulla enorme vastità del continente russo, macchine e macchinari invasero anche l'immaginario degli artisti. Aeroplani, treni, navi, automobili ma anche autostrade, ferrovie, porti, stazioni della metropolitana, divennero soggetti interessanti e "nobili" quanto la figura umana o il paesaggio naturale, entrando nello spazio della rappresentazione artistica come simbolo positivo della condizione contemporanea.

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Le opere in mostra registrano in modo assai multiforme l'approccio degli artisti verso i soggetti tecnico-tecnologici, variando notevolmente per forma e per atmosfera a seconda dell'epoca. Da un lato, opere fortemente ideologiche che celebrano i nuovi miti come simbolo del cambiamento; dall'altro lavori più intimi e poetici, lontani dagli obblighi della propaganda.

 
Oltre a presentare al pubblico alcuni celebri capolavori di Aleksandr Deineka, Yuri Pimenov, Georgy Nissky, corrispondenti al periodo più noto della storia artistica sovietica (dagli anni Venti agli anni Cinquanta), la mostra permette di ammirare opere sorprendenti ma meno conosciute degli anni dai Sessanta ai Novanta, in cui entrano in gioco corrispondenze con le contemporanee correnti culturali europee, come il Neorealismo italiano o la Nouvelle vague francese. Rimasta a lungo nascosta dietro la "cortina di ferro", questa pittura - oggi presentata nei più importanti centri espositivi d'Europa – consente di lanciare un rinnovato sguardo sulla storia dell'arte russa.

 


     
      
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