EVENTO ANNULLATO - PRESENTAZIONE DEL LIBRO "LE RAGIONI DEL GRUPPO" DI LUCILLA MELONI

28 aprile 2020

Saranno presenti con l'autrice: Franco Falasca, Francesca Gallo, Guglielmo Gigliotti.
 
Questo libro propone un percorso storico, dal secondo dopoguerra al Duemila, che attraversa la fenomenologia dell'arte di gruppo, inteso come formazione definita dall'adesione dei singoli membri a un'ipotesi fondativa di natura sempre collettiva. Il lavoro di gruppo, che esplode con le avanguardie storiche del Novecento, sebbene alcuni sodalizi abbiano trovato luogo anche precedentemente, appare come il segno del moderno e verrà interpretato, nel bene e nel male, come portatore di ideologie. Se la prima caratteristica dell'arte di gruppo consiste nell'affermazione di un impianto programmatico, reso pubblico attraverso manifesti e dichiarazioni di poetica firmati collettivamente e nella sua storia la critica per solito non è protagonista del suo atto di fondazione, nel corso del tempo la sua fenomenologia si modifica profondamente. Vengono anche trattati, nei diversi capitoli, gli spazi autogestiti collettivamente dagli artisti, che hanno svolto un importante ruolo di aggregazione. Nel tempo cambiano anche le modalità di autopresentazione: al manifesto pubblicato in catalogo, alle dichiarazioni distribuite in occasione degli eventi espositivi, scelte comunicative che legano ancora alle avanguardie storiche i gruppi degli anni Cinquanta e Sessanta, si sostituisce l'azione diretta poetico-politica degli anni Settanta. Il titolo del libro è mutuato dall'articolo di Giulio Carlo Argan: Le ragioni del gruppo, apparso su "Il Messaggero" nel 1963. Argan, che aveva individuato nel gruppo una risposta adeguata alla massificazione dell'individuo operata dalla società a capitalismo avanzato, società delle immagini e dei consumi, dell'idea di gruppo fu, tra gli storici e i critici dell'epoca, il maggiore sostenitore. Il titolo dunque è anche un omaggio alla figura del grande storico dell'arte. Il nesso che accomuna realtà così diverse sia dal punto di vista ideale, che per gli esiti formali, è rintracciabile in primis nel desiderio del singolo autore di aprirsi all'avventura di un'esperienza condivisa, dove l'"io" lascia il posto al "noi".

Lucilla Meloni è nata a Roma nel 1960.  E’ docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Carrara, che ha diretto dal 2011 al 2016.
Studiosa dell’arte cinetica e programmata, ha pubblicato sull’argomento diversi volumi, tra i quali: Gli ambienti del gruppo T. Arte immersiva e interattiva (Silvana Editoriale, 2004); Gruppo N. Oltre la pittura, oltre la scultura l’arte programmata (Silvana Editoriale, 2009); Davide Boriani. Arte cinetica programmata interattiva (Manfredi, 2018) e ha co-curato nel 2005 la mostra Gli Ambienti del Gruppo T. Le origini dell’arte interattiva alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.
Interessata agli aspetti partecipativi messi in campo dalla ricerca visiva fin dagli anni Sessanta del Novecento, nel 2000 ha scritto L’opera partecipata. L’osservatore tra contemplazione e azione (Rubbettino). Alcune tematiche relative all’arte di gruppo negli anni Settanta sono state da lei trattate in occasione del terzo Forum internazionale sulla documentazione e i linguaggi del contemporaneo:  L’esperienza dell’arte. Il sentire contemporaneo tra immagine, suono, informazione, trasmissione  di cui è stata co-curatrice (Pan, Palazzo delle Arti di Napoli, Electa 2010), poi sviluppate nel convegno Italia Anni Settanta: gruppi, collettivi d’artista, spazi autogestiti nel decennio della contestazione (Macro Asilo, Roma, 2018).
Sulla metamorfosi delle immagini, tra “differenza e ripetizione”,  riflette il suo libro
Arte guarda arte. Pratiche della citazione nell’arte contemporanea (Postmedia Books, 2013), così come la mostra Le immagini reinventate, ordinata al Centro di Arti Plastiche di Carrara nel 2017.
 
Franco Falasca, nato a Civita Castellana (VT), vive a Roma. Ha prodotto, oltre a poesie e racconti, anche poesie visive, films super 8, video, fotografie, performances. Ha organizzato rassegne e manifestazioni.
Nel 1973 ha fondato (con Carlo Maurizio Benveduti e Tullio Catalano) l’Ufficio per la Immaginazione Preventiva con cui ha collaborato fino al 1979 (cfr. vol. omonimo, a cura di F.Menna, Marani editore, Roma, 1976), tentando di ampliare o indefinire la nozione di arte e letteratura (cfr. voll. autogestiti S.p.A. 1972-75, Roma; Imprinting, 1975-79, Roma, rivista di sperimentazione e linguaggio).
Ha partecipato tra le altre alle seguenti mostre od eventi: ART AROUND ’70: ITALY TWO – Museo di Filadelfia (USA) – dicembre 1973; BIENNALE DI VENEZIA: L’ambiente come sociale, Venezia -  1976; INCONTRI INTERNAZIONALI D’ARTE – Palazzo Taverna, Roma – 1977; ARTE IN ITALIA 1960-77  Museo Civico, Torino – 1977; ARTERICERCA 78: Ricerca artistica territorio e ambiente – Palazzo delle Esposizioni, Roma  giugno 1978; TESTUALE: Le parole e le immagini – Rotonda di via Besana, Milano – settembre 1979; "ANNI '70. ARTE A ROMA" - mostra collettiva di artisti italiani e internazionali, a cura di Daniela Lancioni - Palazzo delle Esposizioni, Roma - dal 16 dicembre 2013 al 2 marzo 2014.
Suoi testi e materiali vari sono stati pubblicati, oltre che nei cataloghi delle mostre alle quali ha partecipato, anche su varie riviste e antologie.
Ha pubblicato i volumi: "UNA CASA NEL BOSCO ‑ Prose e racconti", Edizioni Latium/Quasar, Roma, 1990 (Premio Letterario Orient‑Express 1990); “NATURE IMPROPRIE (poesie 1976-2000), Fabio D'Ambrosio Editore, Milano, 2004 (Premio Lorenzo Montano 2004-2005); “LA FELICITA E LE ABERRAZIONI (poesie 2001-2010), Fabio D'Ambrosio Editore, Milano, 2011; “LA CREAZIONE NOTA”, Fabio D'Ambrosio Editore, Milano, 2017. Sito Internet: www.francofalasca.it
 
Francesca Gallo insegna Storia dell’arte contemporanea alla Sapienza Università di Roma, dove è membro del Collegio del Dottorato di Ricerca in Storia dell’arte. I suoi studi spaziano dal XIX al XXI secolo, attorno al rapporto fra riflessione teorica, pratica artistica e nuove tecnologie. Ha dedicato diversi lavori a Jean-François Lyotard e un libro a Les Immatériaux (Roma 2008), e si è soffermata sulla trasformazione del format espositivo in rapporto alla New Media Art («Ricerche di s/confine» 2018). Ultimamente le sue ricerche sono concentrate sulle Neoavanguardie italiane, con contributi dedicati a Ketty La Rocca (Postmediabooks 2015 e la Biennale Donna 2018) e Giuseppe Chiari; alle pratiche performative («Ricerche di storia dell’arte» 2014) e alla videoarte delle origini («L’Uomo nero» 2018). Ha co-curato per Mimesis il libro All’alba dell’arte digitale. Il Festival Arte Elettronica di Camerino (2019), e per Giunti Gianni Melotti la fotografia è facile. Giuseppe Chiari nelle immagini degli anni Settanta (2019). Le collaborazioni con gli artisti prediligono ricerche di approccio concettuale, performativo e site specific, come nelle mostre Sintattica (Roma 2015) e Confluenze (Roma 2016).
 
Guglielmo Gigliotti, nato a Roma, dove vive, il 27/6/1967. Laureato in Storia dell’arte contemporanea presso l’Università «La Sapienza» di Roma, facoltà di Lettere e Filosofia, critico d’arte, è attualmente docente di ruolo di Storia dell’arte contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dopo aver insegnato presso le Accademie di Belle Arti di Catania, Palermo, Sassari, Catanzaro. Dal 1990 al 2004 ha collaborato con Giorgio Di Genova agli studi per la realizzazione della Storia dell’arte italiana del ‘900, 10 volumi, Edizioni Bora, Bologna. E’ redattore dal 1997 de «Il Giornale dell’arte» (per il quale si occupa di arte di tutti i secoli), ha curato numerose mostre per gallerie private (tra cui L’Attico di Fabio Sargentini, lo Studio d’Arte Cannaviello, Erica Fiorentini Arte Contemporanea, Il Segno, Oddi Baglioni, Montoro12 Contemporary Art) e musei (tra cui Macro di Roma e M.A.X. di Chiasso, Svizzera). E’ curatore, assieme ad Alberto Dambruoso dei «Martedì Critici», ospitati da MAXXI, MACRO, MADRE, MUSEO PECCI, QUADRIENNALE.  E’ vice-direttore della rivista “Zeusi – Linguaggi contemporanei di sempre”. Nel 2011 è stato pubblicato un suo saggio sull’arte degli anni ’80 nel volume Electa «Il confine evanescente. Arte italiana 1960-2010», realizzato dal MAXXI. L’anno successivo ha pubblicato, con Carte Segrete, un libro sulla Scuola di San Lorenzo «Sei storie. Tirelli, Pizzi Cannella, Ceccobelli, Nunzio, Gallo, Dessì». Ha scritto per numerose testate, tra cui «Terzo occhio», «Tema celeste», «Segno». Nel 2015 è uscito il libro «Arte-vita a Roma tra gli anni ’60 e ’70» (Editori De Luca), autobiografia di Anna Paparatti curata e introdotta da Guglielmo Gigliotti. Per la Società Tevereterno, sta svolgendo opera di direzione artistica dei lavori per la realizzazione di un murale monumentale contrapposto a quello realizzato da William Kentridge nel 2016 sui muraglioni del Tevere.


INFORMAZIONI:

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Bookstore - Piano Zero

via Milano 15/17

DATE:
28 aprile 2020, 17:30