DANNY MCDONALD

Danny McDonald

 

Prima un braccialetto con pendenti, poi il cerchio si chiude con un filo di perle di vetro. All'inizio Mindy Vale, grazie a una macchina del tempo, parte in missione per recuperare le perline usate, secondo una leggenda apocrifa, per l'acquisto di Manhattan.

Le gesta di Mindy Vale - alter ego dell'artista Danny McDonald - servono a dare forma narrativa alle relazioni sociali nel mondo dell'arte, in particolare per parlare delle condizioni di produzione, argomento sul quale il fondatore della galleria American Fine Arts, Colin de Land, insiste fin dall'iniziale coinvolgimento di McDonald nell'Art Club 2000, il collettivo fondato nel 1992. Parlando di quel periodo McDonald afferma: "L'elemento parodico era sempre presente, soprattutto per quanto riguardava il fare una mostra, che all'epoca per noi era un vero e proprio progetto: l'idea di organizzare una mostra e con essa cercare di cambiare il mondo era una prospettiva piuttosto discutibile e ridicola, ma in realtà era proprio quello che cercavamo di fare". Mindy è l'artista in incognito che interagisce con le location, le persone presenti nelle gallerie e gli ambienti in cui la porta il suo viaggio, che le vanno incontro vestendo i panni dei propri "personaggi".

Nei video di McDonald, Mindy esiste in un mondo cinematografico fatto di lunghi corridoi e ombre soffuse, di film horror e musiche per karaoke, di spettacoli di varietà ed effetti da videogioco. La sua sensibilità mimetica si rivela in questa forma, mentre nelle performance dal vivo usa la tragedia emotiva come tecnica teatrale. Dal punto di vista estetico, Mindy appartiene alla stessa famiglia di Kembra Pfahler, la cantante dei Voluptuous Horror of Karen Black, Ryan Robles (del "raccapricciante Filipino Talent Show", celebrità su YouTube), o anche del Cugino Itt e delle creature di Sid e Marty Krofft. Outsider nata in una grotta, alla fine degli anni novanta Mindy si è imposta come volto della leggendaria azienda di bigiotteria Mended Veil di McDonald, che ha prodotto il braccialetto di cui sopra con il nome di "questionable beliefs" (credenze discutibili), con ciondoli raffiguranti una fata, Babbo Natale, una moneta, un fantasma, un alieno, elementi astrologici, Gesù, simboli dell'amore romantico e un unicorno. McDonald ha poi iniziato un corpus di sculture, modellini in scala ridotta di case popolari newyorkesi popolate da action figures modificate di film horror che interpretano il ruolo di artisti posti di fronte a problemi di natura economica: "Ho realizzato questo lavoro pensando alle persone che sono state per così dire lasciate indietro. 'Bohemian Monsters', il titolo della mostra, si riferiva proprio a quando ci si trasforma in un essere mostruoso,  si diventa il riflesso spettrale di un'epoca che non esiste più, proiettati verso un altro contesto in cui ci si sente fuori posto".

Proprio come le figure che popolano queste costruzioni, i personaggi dei video di McDonald sono tratti dal suo privato universo bohémien. Per evocare la versione onirica che Mindy ha di questo mondo, McDonald ricorre a qualcosa che sembra pura magia ma che in realtà è un effetto video molto diffuso, disponibile su tutti i Mac. Gli attori possono vedersi sul monitor mentre recitano, distorti come in una camera degli specchi, e ciò crea un rapporto concreto con l'illusione generando animazioni di volti sempre più assurde o disincarnate, animali e macchie di Rorschach che si inseguono una dopo l'altra. In questi corti privi di dialogo la costruzione del suono è importante per la storia quanto gli effetti visivi, e anche le colonne sonore sono realizzate da McDonald sulla base di comuni effetti sonori che si trovano su tutti i computer, quali il canto dei grilli, il suono del raggio laser, lo scricchiolio di una porta ecc. Impegnato in uno scambio tra l'emisfero destro del cervello e quello sinistro, lo spettatore può tentare di distinguere lo spazio narrativo e l'azione mentre rimane ipnotizzato dalla musica, dalle luci e dalle forme.

Metaforicamente, l'effetto specchio ha milioni di sottintesi: Alice attraverso lo specchio, il surrealismo dei gemelli, l'idea che Mindy, in quanto alter ego, può occupare solo una parte della vita e della produzione dell'artista. Più concretamente, le composizioni simili a mandala e le forme anni sessanta ispirate alle droghe e agli incensi (McDonald è cresciuto a Los Angeles) si sposano con tecniche cinematografiche surrealiste e con la vanità propria di un mondo-specchio. Come dice lo stesso McDonald: "Per me è l'equivalente di una ripresa fatta da un tetto di New York: qualcosa di accessibile, evocativo, banale e prevedibile, ma anche classico e iconico".

Per la mostra del 2013 alla Cabinet Gallery di Londra, dal titolo "Danny McDonald as Mindy Vale in Mindy Vale Goes to England to Uncover The Meaning of Lyke Wake Dirge, as Illustrated by Trenton Duerksen", Mindy costruiva una macchina del tempo con oggetti appartenenti alla galleria. Nell'ultimo lavoro, THE BEADS (That Bought Manhattan), presentato per "Empire State", Mindy usa il viaggio nel tempo per spiegare le origini mitiche di un filo di perle di vetro che ha trovato nel 1969 parzialmente sepolto in quello che ora è Inwood Park. In questa fiction, dopo aver capito il ruolo delle perle nella storia, Mindy usa la sua macchina del tempo - e le informazioni cui ha accesso poiché lavora all'ufficio del censimento di Manhattan - per rimettere insieme le perle che aveva barattato o regalato nel corso degli anni, in modo da poter pronunciare un incantesimo che invertirà il tragico scambio. Viaggiando di porta in porta per le case del centro, Mindy rivisita le celebrità di una New York di epoca classica per riportare indietro (o barattare "all'indiana") le perle, pedinata da un perfido Osservatore del Tempo che Passa (Time-Shifting Observer), interpretato dal curatore Alex Gartenfeld. Sir Norman Rosenthal, l'altro curatore, appare nel 1626 nei panni di papa Urbano VIII (Maffeo Barberini).

Come Ellen Cantor, Laura Cottingham e Leslie Singer nei loro film e video, anche McDonald ingaggia amanti, amici e attori del mondo dell'arte recuperati nelle sedi espositive in cui lavora. In questa versione della critica istituzionale, Mindy ha il ruolo del giullare danzante che dirige il collettivo contro il gusto artistico borghese, il prendersi troppo sul serio e la pedanteria didattica. A questo scopo, i video si trovano all'interno di scene a grandezza naturale, che animano ulteriormente gli ambienti assegnati a McDonald nell'area della mostra. Ad esempio, gli spettatori entrano nella sua installazione attraverso un corridoio di casse di legno, prese in prestito dai contenitori utilizzati per il trasporto delle opere di altri artisti. All'interno del tunnel, opere provenienti dalle tappe precedenti del tour di Mindy permettono di integrare i diversi intrecci narrativi e i vari personaggi all'interno dell'attuale riproposizione del suo percorso di recupero delle perle. Elementi site-specific di Roma, action figures fatte in casa, tendaggi e altri oggetti usati come superfici per le proiezioni (una scala che conduce a una finestra, un blocco aperto di fogli da disegno, un dipinto in una cassa) evocano una piazzola/ripostiglio immersa in una luce nera: uno studiato allestimento scenografico che fa dà sfondo alla condanna moraleggiante di Mindy della cultura occidentale.

 

Lia Gangitano